21-10-2007
Per gli appassionati di motociclismo è un eroe, per i suoi avversari è sempre il pilota più temibile. Troy Bayliss ha incontrato i suoi fans allo store multimarca Pogliani di Cinisello Balsamo (Milano), sabato 20 Ottobre. L’evento è stato patrocinato da Suomy. Il due volte iridato Superbike ha passato gran parte del suo tempo a firmare autografi, cappellini e caschi ai numerosissimi tifosi arrivati ad accoglierlo calorosamente, qualcuno anche con cori da stadio. Noi di MotoGrandPrix.it abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui su passato, presente, futuro e chiesto le sue impressioni sul nuovo gioiello di casa Ducati, la 1098 F08, che probabilmente metterà con poca fatica in riga le mille giapponesi nella prossima stagione.
Troy, facciamo un riassunto della stagione passata.
“E’ stata dura! Sapevamo che sarebbe stato un anno difficile: avevamo una buona squadra, un’ottima moto, la migliore che io abbia mai guidato nella mia carriera, ma come già detto sapevamo che sarebbe stata dura, non c’era spazio per errori. Io qualche errore l’ho fatto, infatti sono caduto a Donington e lì abbiamo perso molti punti. Siamo stati anche sfortunati nella scelta degli pneumatici: una volta con quello anteriore e un’altra con quello posteriore. E’ come quando vai al supermercato e compri le uova, ti può capitare quella marcia. A noi è capitato con le gomme. Ma così sono le corse, ci sono stati dei momenti in cui abbiamo avuto alti e bassi e questi ci hanno estromesso dalla lotta al titolo. Alla fine abbiamo concluso in quarta posizione e abbiamo dato il massimo, ma non è stato abbastanza quest’anno”
Potresti dirci quali sono le maggiori differenze che hai notato tra la 1098 e la 999?
“Quando le guardi sono completamente differenti. Ho testato la 1098 una volta, ma in realtà l’ho provata 2 volte. L’ho guidata per 3 giri al World Ducati Week di fronte ai miei fan e poi nella sessione di test che ho fatto a Vallelunga prima del weekend di gara della Superbike. Le sensazioni sulle due moto sono completamente differenti: la 1098 è molto più grossa, ma nonostante ciò è più rapida nei cambi di direzione. Pesa 4kg in più rispetto alla 999 e questa cosa non mi fa tanto piacere, avrei preferito che la moto pesasse uguale e che io avessi potuto mettere su 4 kg (ride, ndr). In ogni caso sono molto convinto che questa possa fare bene, deve essere per forza migliore; non si può investire così tanto in un nuovo progetto per poi fare un passo indietro. Quest’anno è stata davvero dura, ho dovuto dare il massimo sempre e qualche volta ho dato anche troppo (indica il mignolo amputato sorridendo)”.
Qual è la cosa di vai più del tuo passato e la cosa che rimpiangi di più?
“Volevo fare delle corse motociclistiche il mio lavoro e la mia vita e ci sono riuscito. Rimpiango un po’ l’essere andato in MotoGP, anche se ho passato dei bei momenti lì. Sarei però potuto rimanere in World Superbike e magari avrei vinto qualche titolo in più… con altri tre anni in SBK forse sarei riuscito a battere il numero di campionati vinti e di vittorie di gara di Carl Fogarty. Ma come ho detto queste sono le corse, sono scelte che si fanno e diverse direzioni che si prendono. Non si tratta di rimpianto vero, è solo che nella vita non sai mai come sarebbe potuta andare”.
Cosa farà Troy Bayliss da grande?
“Al momento non è che ti possa dire molto. Sicuramente lavorerò ancora con Ducati perché non ho intenzione di andare via un’altra volta, visto tutto il tempo che ho trascorso con loro. Posso dirti che sarò in Europa e che non seguirò la World Sbk in giro per il mondo”
Quale pensi sarà il pilota più pericoloso per l’anno prossimo?
“Penso che Sofuoglu sarà un avverario duro, ha dimostrato di andare veramente fortissimo. A parte lui penso che, come quest’anno, saremo in cinque o sei a contenderci il titolo, ma ho davvero la sensazione che Kenan farà bene”.
Sei contento di tornare negli USA per un round World Sbk?
“Sì sono contento, avrei preferito mille volte correre a Laguna Seca. Di sicuro questo posto (il Miller Motorsports Park, ndr) sarà molto bello, però mai quanto Laguna”.
Quale pensi che sia la qualità che ti rende un vincente?
“Io voglio vincere, punto. Posso dire che la mia qualità migliore è la determinazione, sempre”
Sei in assoluto il pilota straniero più amato in Italia. Cosa pensi del nostro paese e dei tifosi italiani?
“Amo stare in Italia. Sto cercando di imparare bene l’italiano, so che avrei dovuto farlo prima, ma in qualche anno vedrete che sarà diventato davvero buono. Ho passato tanto tempo qui e nonostante io appartenga al paese da cui provengo, l’Australia, se dovessi scegliere il posto che viene subito dopo questo sarebbe l’Italia. Vivo a Monaco, ma quando giro in bici vado sempre in direzione dell’Italia!”
Cosa pensi del monogomma che ora vige in World Superbike?
“Per me è ok. Ti fa rendere l’idea di cosa voglia dire competere in modo più ravvicinato e penso che alla gente questo piaccia”.
Intervista tratta da www.motograndprix.it!!