Ibanez V70CE Chitarra Acustica amplificata…

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Pubblicato il 7 gennaio 2008 da david in News

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Per la serie a volte ritornano ecco a distanza di 3 mesi un nuovo post…
Dopo le feste non potevo esimermi dal scrivere un articolo sul mio nuovo strumentino ricevuto da Babbo Natale. Magari quest’articolo potrà essere utile a chi è in procinto di comprare una chitarra, magari no…chissene!! :) Ibanez

Dunque la chitarrina è questa:
Ibanez V70CE nella colorazione Natural, acustica preamplificata, spalla mancante. Dal punto di vista estetico veramente bella da vedersi, stile classico , verniciatura lucida, retro della cassa e fascia laterale in Mogano, così come il manico. Pickup “Ibanez Under Saddle Pickup” ottimo, amplificata rende veramente il massimo, suono pulito e deciso con bassi accentuati ed equalizzabili.
Il suono è molto buono anche non amplificata, bassi leggermente deboli ma decisamente accettabili. Corde non morbidissime ma ben suonabili. Con una regolata al manico siete apposto!

In Conclusione:

Consiglio a questa chitarra a chiunque voglia il massimo dal rapporto qualità prezzo, con l’ago della bilancia che tende decisamente verso la qualità… Per chi la deve usare in amplificazione è veramente il massimo considerato il suo costo. Il mio voto è 8,5.

.:Sito Ufficiale:. .:Scheda tecnica:.

Spero che il mio parere possa essere utile a qualche indeciso, a presto e Buon divertimento!

DAVID

Free Burma, dalla parte dei monaci

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Pubblicato il 1 ottobre 2007 da Giulio in Denuncia | Riflessioni

da repubblica.it

Qualche proverbio al giorno..

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Pubblicato il 10 settembre 2007 da Giulio in Firenze | Ridere

Essere come la casa di Gegge, tutta rutti, moccoli e curegge.

Essere come Lapo, furbo ne’ piedi e bischero nel capo.

Organizziamoci disse quello che facea l’orge; che per toccà una poppa lo prese in culo.

Peretola, Brozzi e Campi la peggio genia che Cristo stampi.

Tre “C” sono i pericoli dei vecchi: catarro, cascate e cacarella.

Far di Prato campi e di Campi prato.

Fare come il Nardi, che di presto fece tardi.

Fare come le monache di Prato, che si scoprano i’ culo per coprirsi il capo.